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Il sistema agroalimentare italiano costituisce uno degli aspetti economici più importanti del nostro Paese e in esso interagiscono varie componenti, di cui l’agricoltura rappresenta l’anello fondamentale dal quale dipendono, a monte e a valle, una serie di altri settori economici che valgono il 16% del PIL nazionale.
Negli ultimi venti anni si è sviluppata una tendenza a spostare l’asse della formazione verso la cultura generale senza comprendere che una buona scelta professionale vale molto di più di una modesta formazione generalista.

Gli istituti agrari sono sicuramente una delle realtà più importanti in quest’ottica, poiché aprono ai giovani, sin dall’istruzione superiore, l’opportunità di costruire la propria specializzazione nel settore, sia per intraprendere la professione di imprenditore agricolo che per svolgere altri ruoli significativi, dal tecnico al consulente.
Il settore formativo dell’istruzione agraria si presenta come uno dei più consolidati nel panorama tecnico agricolo italiano e affonda le sue radici nella tradizione del settore primario. I bisogni formativi dei giovani e il tasso di disoccupazione giovanile hanno fatto prendere coscienza ai giovani di come debba cambiare l’approccio verso il lavoro “dal mito del posto fisso” al “lavoro in proprio”. Questo nuovo modo di formare i giovani passa attraverso una “rivoluzione” culturale della scuola che ha come obiettivo
primario quello di puntare ad una cultura globale; occorre formare diplomati con una accentuata propensione alla flessibilità, gli studenti devono continuamente misurare ciò che teoricamente studiano a scuola riguardo alle aziende con ciò che è la realtà del mondo del lavoro.
Sono ancora molti coloro che  non hanno compreso fino in fondo il nesso tra agricoltura e ambiente nonché i profondi cambiamenti delle imprese agricole che sono una realtà dinamica e vitale che si lega ai prodotti tipici e di eccellenza, ai moderni processi di trasformazione alimentare e alla tutela della salute, alle biotecnologie, alla difesa e alla tutela dell’ambiente.
Questo settore necessita sempre di più di ricerca e innovazione tecnologica e di quadri e tecnici intermedi di alto profilo professionale.  
L’agricoltura oggi non è più solo produzione e trasformazione di prodotti: è un settore in costante evoluzione, che compete sui mercati a livello globale, è gestore del territorio e delle sue risorse, è produttore di energia, è promotore di opportunità culturali, sociali ed educative. Sta dunque emergendo una vera e propria nuova
identità culturale dell’agricoltura e dell’agricoltore, un’identità tuttavia ancora poco conosciuta e valorizzata.
Il perito agrario si colloca quale tecnico intermedio all'interno delle competenze necessarie per trasmettere il sapere scientifico nello specifico mondo della gestione delle aziende agricole e delle relative problematiche di carattere socioeconomico e territoriale.
Il binomio coltura/cultura appare più che mai attuale in un momento come quello contemporaneo in cui le specializzazioni agricole portano inevitabilmente ad escludere dal circuito agricolo le produzioni meno globalizzate.
Il settore agricolo italiano può discostarsi da un processo di globalizzazione delle colture riscoprendo antichi prodotti della terra come è il caso, ad esempio, della cicerchia che era in epoca romana diffusa in tutta l’area mediterranea e di cui si tratta fino al seicento come prodotto usato quotidianamente sulle tavole italiane.

Questo prodotto, scomparso in epoca moderna dalle tavole nostrane, è stato reintrodotto recentemente da alcuni agricoltori, prima in Umbria e successivamente in Campania all’interno di  uno scenario di recupero di cibi tradizionali.
L’esempio riportato non è che uno dei tanti che potrebbero essere indicativi di come il processo di rinnovamento agricolo passi anche attraverso il recupero degli antichi sapori e saperi relativi al mondo rurale del nostro passato. 

L’Istituto Agrario di Piedimonte Matese in provincia di Caserta, è una realtà scolastica importantissima fortemente radicata sul territorio che riesce a dare concretezza alla propria proposta formativa anche  lavorando su prodotti e produzioni tipiche  dell’area geografica in cui è situata.
Accanto ai tradizionali indirizzi di studio “Produzione e trasformazione” e “ Ambiente e territorio”, dal presente anno scolastico 2012 – 2013, è stato attivato anche l’indirizzo “Viticoltura ed enologia”.

Azienda agricola annessa all'Istituto Agrario

L'azienda agricola annessa alla scuola adempie attualmente una molteplicità di funzioni che vanno ad aggiungersi al suo ruolo prioritario di supporto per le formazioni agricole di base e per la formazione continua. Tra l'altro gli insegnanti delle materie professionali, grazie all'azienda della scuola, sono da parte loro in continuo contatto con i problemi e la realtà giornaliera dell'agricoltura pratica. I più coinvolti fra gli stessi svolgono anche attività di ricerca e sperimentazione legate alla realtà del territorio.

Perché l’Istituto Agrario?

Perché si ama la natura e il mondo degli animali e si è sensibili alle problematiche ambientali.
Perché si desidera acquisire una preparazione valida, mirata e riconosciuta dalle aziende sul territorio.
Perché l’Istituto tecnico agrario offre buone possibilità di inserimento immediato nel mondo del lavoro e ottime basi per proseguire negli studi universitari, principalmente nelle facoltà scientifiche.

L’Istituto Tecnico Agrario offre inoltre una valida, ampia ed articolata preparazione sia nelle discipline scientifiche sia in quelle umanistiche.
Il piano di studi quinquennale, specifico ed interessante, forma tecnici, capaci di operare in diversi ambiti:

agronomico
economico
zootecnico
chimico-agrario
tecnologico-alimentare

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