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ASL - 4A - Edilizia

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Relazione storico-artistica

 

Abbazia delle Celestine

 

L’abbazia dei celestini risale agli anni 1659.

Venne dedicata a S. Maria di ogni grazia. I Monaci, situati ad Alife, facevano parte dell’ordine dei Celestini chiamati così dall’omonimo fondatore Celestino V.

Nel 1809 l’abbazia fu soppressa, i monaci si secolarizzarono e si trasferirono nella reale Arciconfraternita del Carmine con essi le statue raffiguranti Sant’Anna e della Vergine.

Durante gli anni l’abbazia è stata continuamente rovinata, distruggendo di conseguenza molte repliche e statue.

L’abbazia ha una struttura ampia e un bel giardino, la spaziosa chiesa ha le forme esterne che richiamano uno stile classico, mentre ha strutture interne che richiamano il neorinascimentale, e nella sua semplice terra penombra ispira raccoglimento.

Nel 1867 l’abbazia fu confiscata e riacquistata dal vescovo Caracciolo che mandò un ordine di Benedettini. Il convento con decreto del 1813 e 1816 divenne proprietà del comune e successivamente venne trasformato e abilitato come Caserma della Reale Gendarmeria Borbonica.

L’abbazia dimostra una notevole forza e resistenza strutturale, basta pensare che ha resistito a una serie di terremoti (alcuni di questi di forte intensità), a saccheggi e atti di vandalismo ricorrenti durante il corso della 1° e 2° guerra mondiale.

Di recente l’abbazia è stata inaugurata come scuola secondaria di 1° grado, che ha avuto poi vita breve, perché nel 2014 è stata dichiarata inagibile a causa di un terremoto, attualmente l’abbazia continua ad essere inagibile.

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